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06/12/2020

WONDER MAN

wonder man

Due notti che non dormo, interferenze, un week end che potrebbe essere una favola e invece.

Ancora interferenze inspiegabili. Ok, va tutto bene. Scriverò quell’articolo per il blog. E’ tanto che non scrivo, mi farà bene. Ecco ci sono, azz non ho preparato l’immagine. Che vuoi che sia, salvo in bozza poi torno. Ma che immagine metto? Uhm questa no, vorrei esserci io, il post è personale. Ok eccola, sì questa mi piace, adesso ci siamo. Torno al mio articolo ma la bozza dov’è?? Sparita. Non è possibile e ancora quelle interferenze: uno strano battito sfasato al cuore, quella sensazione di sospensione. Sono elettrica ma voglio postare l’articolo. Santa pazienza vieni a me e ricominciamo da capo.

Eccolo, l’articolo riscritto di sana pianta, corretto, rivisto, impaginato anche se i caratteri della scrittura sono anarchici e non rispettano le dimensioni scelte. Ma vabbè oggi è così. Praticamente una stella nera. Ecco, carico la foto e pubblico!

Vediamo com’è venuto. Eh?? Cosa? Non c’è. Il post sul blog non c’è!

Le interferenze si fanno sempre più forti, l’epilogo tragico è sempre più vicino. Lo sento ma lo ignoro e insisto nel cercare un articolo svampato.

Mi fermo. Mi ascolto. Frustrazione, insoddisfazione, un po’ di rabbia poi…la resa.

E’ chiaro, i segnali sono inconfutabili: non devo postare quell’articolo.

Chiudo il pc e mi dirigo verso il tragico epilogo. Il battito del cuore è sempre più sfasato ma devo affrontare la situazione e la stella nera esplode come una supernova. Il cuore quasi si ferma e sento che sto andando giù, sempre più a fondo. Faccio in tempo a fare un profondo respiro come quello di quando si affiora dall’acqua dopo una lunga, troppo lunga apnea. Devo rialzare le frequenze e quindi vado col mio personalissimo metodo rescue: musica preferita a palla e che si aprano le danze!

Sì, quando ho urgenza di risalire io ballo. Quando ballo vado in un’altra dimensione, tutta mia, dove sono sola e felice. Una sorta di meditazione. Ma so che non potrò ballare tutta la sera e quando la musica e i piedi e le braccia e i fianchi si fermeranno potrei ricadere giù. Il dolore, la frustrazione, la dea interiore offesa sono ancora tutti lì in agguato e non mi molleranno facilmente.

A meno che…

A meno che non lanci un SOS a Wonder Man! Già…io ho un amico coi superpoteri. Non so come faccia e l’ho scoperto per caso anche se noi sappiamo che il caso non esiste. Un amico lontano che riesce ad essere presente e concreto come fosse sul pianerottolo di fronte.

La prima volta che ci siamo dati appuntamento telefonico ero nel bel mezzo di un’altra stella nera: nervosa e un po’ arrabbiata, di quelle giornate dove non vorresti sentire niente e nessuno e magari rannicchiarti sotto il plaid con la tua tisana preferita e un pezzo di cioccolato fondente a coccolarti. Eppure, anche se il mood era decisamente quello e io praticamente avevo scambiato con Wonder Man solo pochi messaggi su una chat di gruppo, sentii nettamente che volevo sentirlo come preventivato in tempi non sospetti per il mio disagio. Magari anche da sotto il plaid e col cioccolato a portata di mano ma volevo sentirlo.

Mai scelta fu più felice e lì feci la scoperta dei suoi superpoteri e il loro effetto su di me: non avevamo praticamente ancora iniziato il nostro scambio sui massimi sistemi e il mio cuore era già più leggero, gli angoli della bocca arricciati all’insù, il mio sguardo si era fatto sorridente e prima del termine della telefonata mi ero completamente dimenticata perché fossi stata così arrabbiata prima. Ieri la situazione era un po’ più ostica ma non avevo dubbi, l’SOS dovevo lanciarlo proprio a lui.

E così ho fatto e quando la sua risposta è arrivata come un segno divino (non starò qui a spiegarvi il dettaglio e vi chiedo solo per questa volta di fare un atto di fede) le frequenze sono tornate a vibrare sane e magia, quelle piccole lacrime che ruffiane si stavano facendo spazio tra le ciglia si sono magicamente riassorbite! Ferma e non danzante sul divano, la mia Anima ha ripreso a ballare per non smettere più.

Ma lo scopo di questo spaccato del mio quotidiano qual è, direte voi?

Ce ne sono molteplici. Quello personale e tutto mio è ringraziare ancora una volta e pubblicamente Wonder.

Per voi, uno su tutti, mi piacerebbe riuscire a far arrivare chiaro il messaggio di  quanto sia essenziale per il nostro ben-essere usare attenzione.

Sì! Quando ti accorgi di cosa hai bisogno in un momento difficile o comunque meno divertente del solito, quando capisci di cosa hai esattamente bisogno hai già risolto la questione.

Centrato il problema trovata la soluzione!

E questo è possibile farlo solo imparando a conoscersi bene, cominciando a fare davvero amicizia con noi stessi e quella parte sempre un po’ celata dalle emozioni, quella parte sempre tenuta un po’ nascosta nei “va tutto bene lo stesso”. Col cavolo!

Se non ti ascolti non ti comprendi e come è stato detto ieri sera nel bel film che ha accompagnato la mia fine serata “se non sai cosa vuoi come puoi pretendere che accada?”.

Esatto. Io mi sono accorta che in quel momento l’urgenza non era capire perché stavo così male, che cosa mi stesse insegnando quella situazione, chi ero, dove andavo e dove parcheggiavo.

Quello l’ho fatto poi, come si suol dire a bocce ferme, con l’acqua chiara e non increspata da stati d’animo confusi e pesanti. L’urgenza per me in quel preciso istante era risalire (e velocemente) alle giuste frequenze.

TAAAAAC fatto.

Accorgersi del “sintomo” è già un pezzo della cura.

E tu? Riesci ad accorgerti di cosa hai bisogno?

Riesci a trovare ed applicare il giusto rimedio?

Eh beh…non tutti hanno mister Wonder Man a disposizione ma ognuno di noi ha dentro se stesso ed intorno tutte le risorse per guarire.

Sempre.

Se solo lo si desidera ARDENTEMENTE.

Guarire. Allora le troveremo.