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08/03/2019

Storie di panda e di lupe

storie di panda e di lupe

Non siamo panda in via di estinzione.

Titolava così un mio articolo per un giornalino politico tanto anni fa.

Avevo 26 anni e da circa otto facevo intensa attività politica e per scelta non mi ero mai occupata con cariche apposite di pari opportunità.

Allora, a chi scioccamente mi chiedeva se fossi femminista rispondevo che ero antimaschilista e ancora oggi seppur revisionato quel termine esprime bene il mio essere.

Non mi sono mai piaciuti gli estremismi, non credo nel bianco o nero e ho la profonda e genuina convinzione che in ogni cosa, in ogni essere, in ogni accadimento ci siano bene e male, luce e ombra.

La rappresentazione del Yin e Yang ritengo sia quanto di più semplice ed esplicativo di questa Verità.

Ma stavamo parlando di panda: sì, titolava così quell’articolo scritto all’indomani di un congresso politico dove si celebravano e si esaltavano le quote rosa all’interno degli ordinamenti politici.

E ovviamente, essendo mia ormai nota pratica la disubbidienza , il mio articolo andò in moto opposto e contrario a questa celebrazione.

La presenza di quote rosa indica un “qualcosa a parte” e di fatto rappresenta ai miei occhi una “discriminazione”: non devono esserci posti riservati alle persone di sesso femminile devono esserci posti riservati alle persone capaci.

Punto.

Che siano maschi femmine o ciò che sentono essere.

Il valore di una persona prescinde dal suo sesso. A mio parere.

Il valore, la dignità, il rispetto.

E oggi a più di vent’anni da quel congresso non è cambiato granché e la “discriminazione” di genere esiste eccome.

Nei luoghi di lavoro, nelle forze armate, nella società, nelle leggi, in famiglia, nelle scuole.

È di qualche giorno fa il post su fb di una cara amica con la foto di un libro di scuola elementare dove completare delle frasi con i verbi: il papà lavora, legge, la mamma cucina, stira.

Anno Domini 2019!

E oggi è la festa della donna.

Oggi saremo ricoperte di mimosa e auguri mentre qualcuna verrà uccisa, qualcuna verrà umiliata, qualcuna verrà sfruttata, qualcuna verrà abusata e discriminata in una qualsiasi forma.

Avevo 26 anni e all’indomani di quell’articolo mi sentii dire dal mio compagno che “ero inferiore in quanto donna”. Ero stupida perché non riuscivo a risolvere i suoi quiz matematici proposti ogni sera a cena tra un boccone e l’altro che finivano sempre per andarmi di traverso.

E non sapevo farlo secondo lui perché ero…donna.

Inutile dire che quella storia da lì a poco finì per mano mia.

E io ringrazio quella persona perché proprio grazie a lui iniziai a recuperare la meravigliosa donna che ero.

Proprio grazie a lui iniziai a guardare alla mia bellezza in quanto donna.

Non volevo certo essere un uomo, non volevo essere forte, dura come lui.

La forza delle donne è nell’essere Donne

Voler essere come gli uomini è un errore, siamo diverse e sta lì la nostra bellezza: nell’accettare la nostra peculiarità femminile che ci regala esperienze e poteri tutti nostri.

Da concertare poi con gli uomini in armonia e arricchimento reciproco.

Ma restando sempre meravigliosamente Donne.

Siamo Donne, siamo Madri, siamo Anime Selvagge ed Indomabili, siamo Donne che corrono coi Lupi e ci stiamo decisamente strette nelle quote rosa.

Noi siamo tutti i colori del mondo!

Il nostro posto nel mondo lo decidiamo noi ed è nostro e di nessun altro.

Non siamo panda in via di estinzione, ma piuttosto un crescente popolo di Donne in Rinascita.

Oggi più che mai.

E sta a noi donne per prime ad educare i nostri figli maschi nel rispetto e nell’amore delle splendide creature che siamo. E tutti gli uomini che incontriamo.

Solo così, solo con un’educazione al maschile corretta nei confronti del femminile si potrà un giorno mettere fine a tutti questi femminicidi psicologici e fisici.

Solo così.

E tocca a me Donna e Madre

Tocca a Noi tutte.

Donne e Madri anche non necessariamente mamme.

Da adesso.

Da subito.

Buon 8 marzo.