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26/12/2020

NATALE TRECENTOSESSANTACINQUE

natale trecentosessantacinque

Biglietti del treno presi, regali scelti e impacchettati, sorrisi, abbracci familiari già visualizzati ma devo aver calibrato male l’energia di questi desideri, parecchio male, tanto che i biglietti del treno li ho dovuti convertire in buoni e i pacchetti sono rimasti sotto il mio albero riflettendo con cadenza ipnotica le lucine intermittenti sulla carta dorata.

E’ andata così.

Le premesse non erano più il massimo. Si preannunciava un Natale un po’ vuoto e forse un po’ triste. Un’esperienza tutta nuova però: il mio primo Natale in solitaria.

Un po’ come la traversata dell’Oceano in barca a vela: in solitaria. Questa parola echeggiava nelle mie orecchie e nel mio cuore come un mantra poco piacevole e quasi minaccioso.

Non ero proprio preoccupata, anzi in realtà ero anche un po’ curiosa e dopo il primo rammarico nel non poter raggiungere i miei cari e l’adorata salsedine di Mr. Libeccio e consapevole che non avrei avuto neanche i ragazzi con me, ho accettato la sfida.

Ogni cosa accade PER me non A me.

Non passa istante che non me lo ripeta.

Così ho deciso che avrei festeggiato il Natale come avessi avuto la casa piena di ospiti e riservando a me stessa tutti gli onori che avrei riservato a loro.

E la magia non si è fatta attendere: già nei due giorni precedenti amici, sorrisi, abbracci, virtuali e veri, saluti, regali mi hanno inondato!

 Ma il 25 è stato davvero come Rinascere.

Il menù semplice ma gustoso e anche un po’ chic già pronto nella testa, i ragazzi al mattino a scartare i regali. Poi la prima cosa tutta nuova di questo Natale: passeggiata in centro, deserto o quasi, fino alla mia caffetteria preferita dove il sorriso autentico e contagioso di Fefe mi ha dato un secondo buongiorno, caldo, avvolgente e schiumoso di soia come piace a me! Non ero mai andata a prendermi un caffè in centro il mattino di Natale…vi assicuro che ha un sapore tutto suo, ineguagliabile e poetico. E poi, il ritorno a casa, gli auguri alla vicina, la musica accesa, le lucine scintillanti e io avvolta nei miei panta stretch rossi con le palline dorate ai lobi che spignatto felice. Già, mi sono messa pure in ghingheri. E’ Natale!

Mi concedo anche una mise en place tutta d’oro! E quando mi accingo a gustare la prima portata vengo inondata da un vero raggio aureo: il sole abbaglia le candele glitterate, il runner e le monete di metallo e cioccolato sparse sul tavolo. Mi scalda, mi illumina, mi fa sentire viva più che mai. E’ arrivato anche il Sole!

Ho tutto. C’è tutto.

Il calore dei sorrisi scambiati al mattino coi miei figli e poi quelli con gli amici e i passanti. C’è il cibo preparato con amore dalle mie stesse mani. C’è una musica stupenda in sottofondo. Ci sono i pacchetti che dovevano arrivare lontani rimasti qui a rallegrare l’albero e c’è anche un dono consegnato e restituito quasi di nascosto. Ma va bene così. A volte il bene gratuito spaventa ma ormai so che non è un problema mio. Ho imparato. Ognuno fa le proprie scelte. E poi ci sono quei regali speciali, di anime speciali, che scartandoli mi fanno inondare le ciglia di acqua e sale. E Gratitudine.

C’è Pace, c’è Gioia, c’è Luce, c’è Calore, c’è Amore. Quello che ti fa sentire il cuore pieno. Anche se sei sola.

Perché chi Ama non è mai veramente solo.

Questo è Natale.

Io sono il Natale.

E’ stata la meravigliosa scoperta in questo dicembre 2020.

E’ Natale ogni giorno se lasciamo fluire il nostro fuoco sacro. E’ Natale in ogni gesto, in ogni parola, in ogni raggio di sole o goccia di pioggia che scandisce i nostri giorni. E’ Natale quando ci accorgiamo che siamo già tutto, che siamo completi, che se scegliamo di essere felici non c’è niente e nessuno che possa impedircelo.

Non è ciò che accade fuori a definire la nostra Vita ma come noi scegliamo di agire rispetto ad esso.

E mentre addento la seconda portata mi inebrio di cotanta abbondanza di bellezza e dico grazie all’Universo che me ne ritiene meritevole, e dico grazie a me stessa per accorgermi di questa abbondanza e bellezza. Socchiudo gli occhi e un pensiero va a quel caro amico che invece poche ore prima con voce stanca mi diceva: il Natale è il periodo più brutto dell’anno, il Natale fa schifo.

Peccato non accorgersi che il Natale siamo noi.

Siamo noi ogni volta che scegliamo di Rinascere nell’Amore. E brindo a lui perché i miracoli accadono ogni giorno e magari oggi è il giorno giusto per lui.

E brindo a te. E te. E te. E te.

Buon Natale!

Trecentosessantacinque giorni l’anno.