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04/11/2018

La bella risvegliata nel bosco

la bella risvegliata nel bosco

Vi è mai capitato di vivere una favola di sessanta minuti e poco più?

Di trovarvi completamente catapultati in una dimensione parallela e completamente estranea al vostro mondo abituale?

E scoprire che quella dimensione parallela è proprio la vostra Casa?

A me sì!

No, non sto delirando è accaduto sul serio.

Era un giorno come tanti altri, perciò unico e irripetibile e la donna dai bruni capelli striati di argentei e ramati riflessi si perdeva come al solito nello schermo del pc alzando e abbassando gli occhiali sugli attenti occhi d’ebano.

L’andirivieni dei clienti nel suo ufficio creavano l’effetto della marea sul bagnasciuga in un perpetuo moto ondoso.

Quel giorno lei non vedeva l’ora di arrivare alla pausa pranzo. No, non aveva particolarmente fame anzi, non avrebbe proprio pranzato.

Non vedeva l’ora perché aveva un’appuntamento speciale, un appuntamento col bosco.

All’ora X scattò come una gazzella, salì in macchina e arrivata davanti al maestoso cancello tolse le scarpe d’ordinanza e indossò quelle da trekking rigorosamente rosa antico.

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La femminilità è importante, sempre.

Percorse il lungo viale alberato trattenendo quasi il fiato un po’ per lo spettacolo di colori che le si offriva generoso un po’ perché la curiosità di quell’incontro la emozionava come una bambina.

La macchina procedeva veloce sul tappeto morbido e scricchiolante delle foglie cadute a terra. Giallo limone, ocra, arancio, beige, rosso, ruggine, verde bottiglia: era un tripudio di colori!

Come parcheggiò l’auto scese e immerse i piedi in quella coccola di caldo foliage ma non ebbe il tempo di goderne fino in fondo perché una voce la distolse da quel piacere.

Un giovane bruno la stava chiamando: era lui, la guida che l’avrebbe accompagnata alla scoperta del bosco.

Come arrivarono all’ingresso del bosco abbandonato lei si dimenticò totalmente chi fosse e cosa stesse facendo lì: la bellezza della natura selvaggia l’aveva completamente rapita e l’attenzione a dove mettere i piedi per non carambolare di sotto dal poco profondo ma decisamente scosceso baratro non dava spazio ad alcun pensiero.

C’era solo l’adesso, stava sperimentando il vero qui ed ora.

Passo dopo passo, ramo dopo ramo da allontanare dal volto, c’era solo lei, il bosco e quella mano gentile che la sorreggeva nei punti più irti.

Ma allora ecco come ci si sente quando non si pensa più a niente!

Neanche durante le meditazioni più lunghe aveva sperimentato una tale assenza di pensiero.

E felicità assoluta.

Se le avessero chiesto come si chiamasse non avrebbe saputo rispondere, né avrebbe saputo dire quanti anni avesse né che lavoro facesse o dove abitasse.

Era pura essenza!

Il corpo era soltanto l’involucro da proteggere dalle spine e dai sassi per permettere all’Anima di avanzare e godere dell’energia Spirituale che si toccava quasi fra quegli intrecci di radici rami e foglie.

E ci volle un bel po’ dopo essere uscita da quel labirinto ipnotico per ritornare alla vita “normale”.

Non c’era dubbio: quello era il luogo adatto per le sue attività speciali, per le sue Walking Coaching.

Tanto che anche la giovane “guida” si interessò all’argomento affascinato.

La favola era finita: si doveva rientrare ai conti e al moto ondoso dei clienti. Si dovevano lasciare i profumi dei fiori e dei funghi di quel piccolo e delizioso sottobosco per tornare alle luci artificiali e l’aria riscaldata dai termoconvettori dell’ufficio anziché dai raggi ancora inusualmente caldi del sole di fine ottobre.

Salutò il ragazzo che come un cavaliere di altri tempi le aveva spianato la strada facendo breccia nella boscaglia, spezzando rami e spostando tronchi e offrendo il suo appoggio dove i piedi esitavano a trovare sicurezza.

Percorse a ritroso il viale alberato ricoperto di foglie e lasciò chiudersi alle spalle il cancello di quel piccolo regno certa di aver trovato un luogo molto speciale per le sue Anime Colorate.

E per lei.

Era appena tornata a Casa, nel viaggio più intimo e sincero con se stessa.

Aveva sperimentato un altro modo per tornare al suo centro.

Uno dei modi che lei amava di più.

Naturale, istintivo, immediato.

In una parola: Selvaggio.

Perché in ogni istante tutti possiamo sempre tornare a Casa.

Quella Casa che si chiama Anima.

Quella Casa che si chiama Sé